Il pazzo di Palenque

una teoria di Pierluigi Peruzzi-Damasco

Prefazione

Durante gli studi ho scaraventato spesso i miei quaderni per terra, perché i professori, con un'espressione molto seria, raccontavano delle frottole fisiche o matematiche. Non si resisteva quasi da quello che blateravano allora. Ma forse erano solo le influenze della guerra fredda che si era infiltrata nel nostro sistema scolastico e rovinandolo. Chissà? Forse si, forse no.

Per esempio la teoria sul sole rosso che, con il passare del tempo, si confiava come un pallone e poi "bumm!" si sciantava. Questa stupita teoria oggi appartiene al passato. Finalmente!

Un bel giorno il professore di matematica proclamò che il numero ZERO non era più un numero! Il numero dei numeri era stato radiato via politicamente! Anche questa assurdità appartiene oggi al passato.

Poi la teoria degli elettroni che ronzavano su un ottovolante intorno ai nuclei degli atomi (contro qualsiasi logica della fisica), pure questa teoria, altamente ridicola, è già stata cancellata.

Ma dovetti anche constatare che si ha chiari messaggi antichi, ma gli archeologi d'oggi fanno esattamente ciò che gli viene dettato dalla chiesa. Altrimenti niente diploma. Che in futuro questi archeologi si renderanno ridicoli, loro lo sanno. Sembrano anche loro vecchi "guerrieri freddi".

Grazie ad internet oggi posso dire la mia opinione. Se poi sia sensata o no, non me ne importa niente. Perché le teorie idiote dei docenti di allora (durante la guerra fredda) erano certamente meno sensate.

Capitolo 1

Il famosissimo disegno del dott. Alberto Lhuiller reso noto da Erich von Däniken

L'eccellente disegno del dott. Lhuiller è la base di tutto. Infatti era proprio lui (più tardi Erich von Däniken), che ha riportato alla luce la verità. Con il mio contributo non voglio affatto sminuire il suo disegno. Ma il dott. Lhuiller viveva in altri tempi, e non poteva riconoscere le cose come le conosciamo noi oggi.

La mia piccola contestazione si rivolge soltanto verso la parte del naso dell'astronauta.

Sulla lastra del sarcofago si vede chiaramente una protezione del naso come l'hanno i nostri piloti di caccia. Lhuiller presumeva forse che lo scultore non avesse fatto qualcosa di giusto ed ha ritoccato la parte del naso. Ma proprio questo naso non è visibile sulla lastra di pietra ed è coperto dalla protezione per l'ossigeno.

naso lastra palenque condotta d'ossigeno protezione     nasenpartie zeichnung lhuiller
Foto della parte del naso   /   Disegno della parte del naso


Per spiegare meglio sarebbe opportuno se guardaste la protezione del naso dei nostri piloti da caccia.
 

Capitolo 2

Il pilotaggio con i piedi di questa astronavetta primitiva

Su questa figura si vede come l'austronauta pilota con i piedi scalzi. Una vera e propria pazzia. Questo astronauta pilota una veicolo spaziale senza alcun mezzo elettronico o elettrotecnico. Ma che l'elettronica semplice ci fosse già, la si intravede nelle altre lastre di pietra dove si possono riconoscere degli auricolari.
pilotaggio con i piedi dell'astronauta di palenque
Per spiegare meglio dovreste comparagonare il tutto con l'alettone di coda di un'aereo. Questo "deviatore" dei gas di propulsione ha la stessa funzione.

Molto bello è l'appoggiapiedi dell'astronauta. Questo dispone persino di un dispositivo di regolaggio.

pilotaggio con i piedi dell'astronauta di palenque

Capitolo 3

La tuta dell'astronauta

Sul disegno del dott. Lhuiller, l'astronauta sembra seminudo. Però, in verità, - sulla lastra del sarcofago - è molto ben protetto dal freddo. Ma le mani ed i piedi sono scalzi, per poter pilotare più sensibilmente con i mezzi di guida. Ciò sottolinea la mia teoria sulla "tecnica primitiva".
tuta di pilotaggio dell'astronauta     tuta di pilotaggio sulla lastra della tomba


Ed ora coloriamo il tutto

tuta di pilotaggio evidenziata a colori
 

Capitolo 4

Breve riassunto generico

Con differenti colori sul disegno si può spiegare meglio. La guida con i piedi dev'essere appoggiata per bene. Grazie alla lunga leva (asse di pilotaggio con i piedi), l'aletone di deviazione dei gas di spinta si può regolare in modo esatto con la forza di un "piede di porco".

Il semplice "seggiolino" è certamente un pò contraproducente, ma in questo caso non dovrebbe essere impossibile.

Da non dimenticare, che i nostri "razzi" chimici, con tanto di equipaggio umano, hanno dei valori di accellerazione di ca. 60 m/s2. Questa piccola capsula spaziale però, ha presumibilmente un'accellerazione massima di ca. 15-20 m/s2. Questo renderebbe possibile questo seggiolino apparentemente impossibile.

descrizione tecnica dell'astrobane di palenque


Maniglia con manopola (mano sinistra)
Se si guida pazzamente con i piedi e si siede su un seggiolino molto semplice, allora da qualche parte bisogna veramente aggrapparsi. Eventualmente, la manopola integrata nella maniglia per la mano sinistra, serve per regolare la propulsione.

Bottone di regolazione (mano destra)
Ciò che sembra un piccolo bottone di regolazione tra il pollice e l'indice, non lo è affatto. Il pilota sta usando qui il palmo della mano destra per spingere un'asse di comando. Che cosa sia effettivamente, non si saprà mai. Pollice ed indice sono chiusi per aver più forza nella mano destra.

Regolazione del seggiolino
Molto probabilmente sotto a sinistra del seggiolino. Come in un veicolo a motore! Da ridere.

Guida con i piedi (con ambedue i piedi scalzi!)
Ma bisogna veramente essere pazzi per pilotare un astronave così. Ma qui si vede CHIARAMENTE e senza ambiguità che i fatti sono questi. Lunga asse di leva per i piedi, corta asse per l'alettone direzionale.
Molto bello però è l'appoggio ergonomico per il piede sinistro. Dispone persino di una vite di regolaggio.

La sospensione mobile di questa struttura
Ora, se osserviamo le lunghe leve, allora queste devono essere "appoggiate" a metà del loro percorso. Altrimenti questa struttura pazzesca si sgretola. Questa sospensione però, deve agire su 2 livelli, dato che i gas di spinta si devono poter "pilotare" su 2 livelli. Altrimenti si vola solo a sinistra o a destra.

Fine di questo capitolo
Se si guarda bene tutta la struttura, allora si ha il senso di stare davanti ad un oggetto fatto nel garage. Sicuramente niente di eccezionale. L'unica cosa di eccezionale è il propulsore stesso. Veramente unico. Ora ve lo spiego.




© 2008.04 Pierluigi Peruzzi-Damasco - ultima edizione 30.06.2008
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archeologia alternativa e proibita